due

Il giorno dopo era domenica, perciò dormire era un mio sacrosanto diritto, ma nonno Carletto era gia in agguato di buon mattino, e allora giù di nuovo in giardino. Prima si sistemava l’orto che per i nonni è sacro, poi le bestie varie e in fine la lezione di “odoramento” come la chiamavo io.Per cui, prima la benda e poi giù ad annusare e a prendere sberloni sulla testa.Nonno Carletto era un fenomeno nell’arte di confondermi, prima mi girava intorno un paio di volte poi si allontanava, cosi facendo perdevo le sue tracce e non capivo più dove era, se vicino alle rose o nell’orto o magari nel campo tra una varietà enorme di fiori spontaneei.Porco cane…. Cosi sono fregato, pensavo tra me e me!Riappariva, si fa per dire, dopo poco da qualche angolo strano del giardino, sentivo i suoi passi che si avvicinavano, poi di colpo gridava: thoo… Annusa!! e mi buttava sotto il naso qualche cosa di vegetale, cavolo ora incominciava il bello.C’erano sempre 3 tentativi da fare, se indovinavo al primo colpo scattava il premio e cioè il ghiacciolo, se l’azzeccavo al secondo: caramella alle erbe svizzere, se ci prendevo alla terza: carezza, altrimenti pioggia di sberle.Bella prospettiva! Anche se ammetto che mangiai molti ghiaccioli e mi cariai i denti con quelle maledette caramelle, che non mi piacevano proprio ma le mangiavo per far piacere al nonno, col passare del tempo imparai a distinguere gli odori. Azzeccando quasi sempre al primo o secondo colpo i profumi.Ricordo una volta che ero particolarmente distratto e non c’era verso di imbroccarne una che mio nonno stufo o pentito di tutte quelle sberle, prese un ramo e lo sporcò con la cacca di Pilù il volpino che lo seguiva come un’ombra, me la mise sotto il naso, esclamando se non indovini questo al primo colpo lo dovrai assaggiare!Fu la prima volta che indovinai a tempo zero.Mi tolsi la benda e lo vidi che rideva tutto soddisfatto dicendomi bravo è cosi che si fa, al volo. Mio nonno era cosi, un buon diavolo con la faccia severa ma come tutti i nonni avrebbe dato tutto quello che aveva per suo nipote che in quel caso ero proprio io.

~ di Enzo Santambrogio su Febbraio 19, 2007.

Una Risposta to “due”

  1. bene bene il racconto si fa interessante!
    ma poi passata l’addolescenza ci sono parti piccANTI ?
    CHE NE SO, NELLA GIOVENTù ?

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